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Diventa anche tu un pastafariano

Saranno i gusci d'ova fritti difficili da digerire, sarà che non riesco a far convergere vita sociale con vita da studente, sarà l'estinzione dei picchi a causa della dannosissima norma H2, sarà...
Non sapendo più a che santo votarmi ho pensato che troppi santi in una religione possono solo significare una modesta densità di potere emissivo soprannaturale per ogni figura mistica.

Ho quindi deciso di abbracciare il pastafarianesimo e affidare la mia vita al supremo Flying Spaghetti Monster.

Ecco una testimonianza di due sue apparizioni.
Russia, 1957:


Germania, data imprecisata ma più recente:

Convertitevi!

Posted by mavrum 19:09 1 commenti  



Si puó fare!!!

Buongiorno amici tacchini!
Mi scuso innanzitutto per il lungo (volendo essere riduttivi, o riducenti??) periodo di inattività del blog, ma come sapete noi poveri disegnatori di aerei e altre robe che dovrebbero poter volare (- Ti dico che un giorno l'uomo volerà!! - Sí, come un pezzo di piombo!!) nel periodo che va a cavallo di giugno e luglio (sic!) siamo impegnati in un vano, disperato, tragicomico tentativo di non farci segare almeno negli esami che tentiamo per la terza volta, mettendo a frutto le fatighe del/degli ultimi semestri. Inoltre ad agosto ci sarebbe il sacro riposo del guerriero, anche se con l'incombere della sessione di settembre...
Ma lascamo perdere le doverose quanto patetiche scuse e veniamo al presente post! Premetto che lo tenevo in serbo da un'era geologica e che non esiste limite alla mia pigrizia (infatti è indeterminato). Come avevo già anticipato ad alcuni di voi, che sicuramente avranno rimosso l'informazione, durante il mio soggiorno iberico davo un'occhiata all'ottimo internazionale (di cui consiglio caldamente a tutti la lettura, date un'occhiata al sito intanto http://www.internazionale.it/home/) e precisamente il numero 732 del 22 febbraio, mi imbatto nella striscia settimanale
di Gipi, sempre divertente e pungente, che in questo caso riguardava da vicino uno dei miti dell'olimpo tacchinaro.
Era d'obbligo rendervi partecipi.

A presto, si spera...

PS: per gli impediti cliccare sull'immigine per leggere la vigna!


Posted by marcobrown 11:45 3 commenti  



Le proporzioni perfette



Buonasera emeriti colleghi e non.
In questo periodo sono alle prese, insieme ad alcuni di voi, con le fasi preliminari di un progetto, e questo mi ha consentito di scontrarmi per l'ennesima volta con un'annosa questione...

Ebbene, ora capisco perchè fior fior di scienziati e ingegneri sono riusciti a perdere un satellite per sempici conversioni errate.

Venghino signori venghino!!!
Offro galloni da una dozzina di libbre in ottima salute: sono in grado di correre 1 miglio e 200 iarde alla velocità di 1.3 nodi, o in alternativa perfetti da essere cotti al cavallo vapore su una piastra da almeno 2 piedi quadrati per un quarto d'ora alla temperatura di 147 fahrenheit.
Per i primi 3 interessati offerta speciale a soli pi greca scellini e pagamento rateale in mezzo lustro.

Questo inutile e farfugliante post vuole essere solo uno sfogo contro la marea di unità di misura differenti tuttora esistenti e soprattutto comunemente usate nel mondo, anche in ambienti scientifici e internazionali.
Ma se esiste il SI, perchè non usarlo?

Per finire, una carrellata libera assolutamente a caso, seguita da un paio di esempi nostrani e non sulle follie misurative!

Libbre, iarde, pollici, nodi, miglia, proof (interessante aneddoto su wiki), galloni, quarti d'ora, battito d'ali di colibrì, iugeri, cavalli vapore, stadi, piò, pertiche, cubiti, e chi più ne ha più ne metta.

E non solo, esistono le pertiche milanesi, bergamasche, comasche, cremonesi, cremasche, valtellinesi, lodigiane, novaresi, pavesi, piacentine, di Bobbio (PC), di Vigevano (PV o qualcun altro?).

E per non essere da meno ecco il miglio: austriaco, danese, del Reno (di Prussia), di posta austriaco, di Rumenia, italiano, norvegese, olandese, nuovo olandese, russo e svedese. Ovviamente tutti diversi.

Per finire in bellezza potrei aggiungere un paio di citazioni, ma una sono sicuro saprete inserirla nei commenti (mi affido in particolare a jeby), mentre l'altra, frutto del genio di un prof del poli, anche se l'ho fatta mia la evito in quanto inadeguata.

Enjoy!


Posted by mavrum 21:53 4 commenti  



Pazzesco: ci avevano provato ancora!!!

Ebbene sì, eccomi qui a buttare giù le impressioni a caldo dopo la prova di sopravvivenza di oggi, cioè l'esame di scienza delle costruzioni...
Sembra impossibile, ma non è ancora finita!! Infatti stavolta l'orale si terrà separato dalle prove scritte, precisamente lunedì mattina presto in dipartimento a Leonardo. Non faticherete molto a scorgere in quest'ennesimo cambio di registro un nemmeno troppo velato tentativo di funestarci il weekend con la snervante attesa dei risultati e lo spasmodico tentativo di ripassare tutto ciò che potrebbe esserci chiesto all'orale, fosse anche il codice fiscale della moglie di Poisson. E il tutto senza nemmeno sapere se saremo ammessi o no a quest'orale!!

Comunque siccome la coerenza è tutto nella vita (almeno per me) ogni volta in quest'esame cambia qualcosa: una volta si può scegliere tra un esercizio più facile e uno più difficile e la successiva ce n'è uno solo super-difficile; gli argomenti di teoria seguono un andamento cosinusoidale; dicono che l'esame finisce a una certa ora, ma a volte lo interrompono prima a sorpresa e altre permettono solo ad alcuni eletti di continuare a piacimento; non si è ammessi in aula se a luglio si portano i pantaloni lunghi fino al ginocchio, ma se uno si presentasse col cappello a cilindro e le scarpe con le ghette scommetto che non ci sarebbero problemi...

La giornata di oggi è stata la stessa più o meno per tutti i partecipanti alla missione e molto simile ad una normale giornata di addestramento dei marines.
Sveglia all'alba (alle 6!!!) dopo nottata insonne e popolata da incubi del tipo “mi uscirà sicuramente la domanda sulla torsione dei profili multiconnessi” oppure “struttura a forma di stella cometa 3 volte labile e 3 volte iperstatica con travi a curvatura variabile, carichi termici ovunque, cedimenti relativi e sezione variabile con svergolamento” che sono tipici degli adepti della SDC2, mischiati a quelli di ogni studente nelle notti pre-esami “e se mi finisce la biro? se perdo il treno? e se la calcolatrice sbaglia ?(!!!)”...
Espletate le solite formalità a casa, ci si trova sulla banchina della stazione dove ci sono 2 treni che vanno a Milano: uno parte dieci minuti prima, ma si ferma pure in autogrill per il caffè mentre l'altro parte dopo, ma fa meno fermate. Tu comunque sai già quale sarà la tua sorte: qualsiasi treno prenderai sarà quello che arriverà dopo a destinazione, confermando empiricamente il PARADOSSO DEI GEMELLI.
Il treno delle 6.45 parte con gli ovvi 10 minuti di ritardo, ad ogni modo mentre tu cercherai di ripassare il carico critico per strutture a più gradi di libertà le vecchie comari sedute tutt'intorno a te sul treno parleranno a tutto volume dell'ultimo pettegolezzo sentito dal parrucchiere.
Arrivati in centrale e dribblanti tutti quelli che non hanno nessuna fretta e passeggiano con calma, troverai il semaforo rosso, un barbone che ti chiede i soldi per comprarsi le sigarette e due attempati turisti svedesi che proprio non sanno dove sia piazzale Corvetto. Tutto sembra congiurare per rallentarti, ma alla fine arrivi trafelato alla stazione del passante di piazza della Repubblica, dove il treno per Saronno ti chiude le porte in faccia. Ovviamente il treno successivo per la Bovisa passa mezz'ora dopo e devi ripiegare su un Certosa, scendere a Villa Pizzone e camminare per un altro quarto d'ora e a passo spedito, ben sapendo che se l'esame è fissato per le 8.15 (pazzesco!!) è molto probabile che inizi in anticipo, con buona pace dei pendolari...

Giunto finalmente fuori dall'aula CT41 risuonerà nella tua mente il monito evidenziato in rosso sul sito del corso:
SI RICORDA CHE L'ACCESSO AGLI ESAMI E' RISERVATO AGLI STUDENTI DECOROSAMENTE VESTITI E IN POSSESSO DI UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO

Ti guardi e pensi che sì, forse questa volta riuscirai a superare il check-in e ad essere ammesso in aula.
Ora ti aspetta la terribile prova di teoria: un volume di argomenti sconfinato suddiviso in centinaia di domande specifiche su un singolo argomento, che richiedono risposte concise e assolutamente pertinenti (nel senso che bisogna rispondere esattamente con le stesse lettere del libro, che ovviamente non copre affatto tutti gli argomenti).
Un apposito programma provvede ad assegnare ad ognuno 3 domande tra tutte quelle possibili, cosicché ogni compito è unico e non è possibile consultare il vicino (si rischia un anno di CONFINO dal Rotary Club)...
Spremuta la tua memoria fino all'ultimo bit (e a che pro??) ti restano circa 3,5 minuti di pausa prima di iniziare la prova scritta, che dura un periodo indefinito tra le 2,5 e le 4 ore, a secondo di dove devono pranzare i professori. Esso consiste essenzialmente nell'applicazione meccanica di una miriade di calcoli in cui non c'è posto per i sentimenti. Mentre affronti il supplizio il professore ti ricorda malignamente che per passare l'esame serve il risultato esatto, nel senso che non è consentito alcun errore, quindi o è tutto giusto o si torna al prossimo appello tra 6 mesi, tanto ormai la gente campa 100 anni... Dopo aver riempito almeno 3 fogli protocollo di sistemi lineari, integrali e grafici ti appresti a consegnare ed è in quel momento che ti appare Saint Venant in piedi sulla cattedra che accarezza la famosa trave, l'unica inimitabile...
Capisci che forse è il caso di mangiare qualcosa e di bere un caffè, ma devi aspettare che ti dicano a che ora si terranno gli orali (al PoliMi non si sai MAI niente finché non accade). Aspetti circa un'ora in corridoio per scoprire che, sorpresa!, per questa volta gli orali si terranno a parte.

In questo momento non so ancora quale sarà la sorte mia e dei miei compagni di sventura, se ce la caveremo o dovremo subire ancora una volta questa tortura la prossima volta, i precedenti sono poco rassicuranti: a luglio hanno passato l'esame in ZERO su un centinaio, salvo poi INDULTINO che dava una seconda chance solo a chi aveva già passato la teoria; all'appello precedente a questo, all'inizio di febbraio, nella mia sezione 4 ammessi all'orale su 56!!! Ed è sempre così! Ma siccome noi non possiamo mollare ho voluto scrivere questo post per dare una vaga idea della situazione (ci si pootrebbe scrivere un libro) a chi ha intenzione di frequentare il nostro corso di studi (ma siete pazzi?!) e anche a tutti quelli che ci conoscono e che non hanno idea del nostro patire e ci dicono “che vuoi che sia, alla fine è solo un esame” oppure “preferiresti andare a lavorare??”

Arrivederci alla prossima puntata di SURVIVOR.

Posted by marcobrown 20:17 8 commenti  



Prese per i fondelli

Qualche tempo fa, se foste passati al Polimi sede Bovisa (non so se è successo anche altrove), avreste potuto notare dei cartelli con scritto "La Laurea è il viaggio, non la meta". All'inizio l'ho presa sul ridere e ho pensato "Cazzo! La prossima volta cambio agenzia turistica". Ma poi la cosa ha cominciato a maturare dentro di me e mi sono decisamente sentito preso per i fondelli. Se il mondo fosse un mondo ideale e tutti i docenti rispondessero al canone ideale di docente, allora quella frase potrebbe anche avere qualche senso. Ma al Polimi, facoltà ing. aerospaziale proprio no. D'altra parte cos'è un viaggio se non la ricerca dell'avventura, la soddisfazione della nostra curiosità riguardo luoghi e idee mai esplorati prima? Eppure esistono cose, imprevisti e piccole truffe che possono rendere il più bel viaggio in un'esperienza da dimenticare.

Il costo: Ah, che bello viaggiare! Sì, ma l'hai pagato il biglietto??
Non sapere le date dell'esame se non un paio (se va bene) di settimane prima, trovarsi a fare tre esami in tre giorni e fare lezione in aule riadattate da vecchi capannoni industriali sono lussi che si fanno pagare, a volte anche caro! Il Polimi è così esclusivo che devi prenotare la laurea ancora prima di essere sicuro di poterti laureare. Ogni semestre passato in più a "godersi il viaggio" è un aggravio sul prezzo del biglietto, e non è poco. Considerando anche che ogni anno passato dentro il polimi è un anno di ritardo per l'ingresso nel mondo del lavoro. Ma, anche se il costo può essere importante, non è questo il vero problema. Qual è? Leggete sotto.

La dicotomia: sì viaggiare, rallentare per poi accelerare
Caratteristica principale del viaggio: visitare in modo approfondito i luoghi che abbiamo scelto di percorrere, rallentando in quelli meno accessibili e più complessi, accelerando in quelli che sono di più facile comprensione. Viaggiare vuol dire anche organizzare una propria tabella di marcia, in libertà e secondo le proprie esigenze. È questo il modello di Politecnico che quel cartello vuol far passare? Allora è una vera e propria presa per il culo! Al Polimi è tutto già organizzato, e non per le TUE esigenze, ma per quelle dei professori e dei dipartimenti più forti. Al Polimi, se non vuoi essere schiacciato dalla burocrazia, fermato da paletti, svenato da balzelli, devi CORREREEEEEEEEEEE!! Con tutto il fiato che hai! Questo a cosa porta? Che alla fine del viaggio non ti è rimasto proprio nulla in testa, se non qualche immagine sfocata e un vago senso di insoddisfazione. Ehi, ti dicono loro, nessuno ti ha detto che devi metterci 3 anni a fare il primo livello! Come no? Basta vedere i vincoli di accesso alla specialistica per rabbrividire e farti venire l'ansia! Ehi, non è che devi fare tutti questi esami quest'anno! Davvero? poi ti ritrovi con l'acqua alla gola perché il piano di studi si incasina, devi mettere i sovrannumero, ma più di tot non puoi, il tempo stringe e l'acqua sale. Senza contare che affrontare alcuni corsi senza seguirli è decisamente molto molto difficile. Ehi, con calma, prenditi il tempo di studiare le tue materie! Già, però quando devi fare 6 esami in un semestre (che poi vuol dire 6 in un mese) la calma è una cosa che non ti puoi permettere. Ma poi, uno li può anche dare 6 esami in un semestre, se ci fossero ABBASTANZA SESSIONI DI ESAMI! Non mi stancherò mai di ripeterlo! 3 e solo 3 sessioni di esami è un puttanata grossa come una casa: fatene 5, piuttosto mettete il salto d'appello, ma date allo studente la possibilità di organizzare il proprio studio e la propria vita. Sarebbe una soluzione tanto devastante per la preparazione dello studente? No, tant'è che viene adottata in molte altre facoltà! Solo che è un cane che si morde la coda, un po' avete le mani legate, un po' non avete voglia di slegarle. È ovvio che urge una RIORGANIZZAZIONE TOTALE, almeno della triennale. È inutile che i professori si trincerino dietro la storiella dei crediti: se solo avessero la possibilità di seguire i loro stessi corsi capirebbero che la questione dei crediti è appunto solo una storiella, raccontata per giustificare il numero degli esami che abbiamo nella triennale (27 ad aerospaz.) con crediti calcolati giusto per far tornare i conti. Possibile che un esame fondamentale e complesso come Tecnica e Sperimentazione Aerospaziale (farò un post anche sui nomi degli esami) sia da soli 5 crediti? E poi facciamo 2 esami di automatica (Automatica e Controlli Automatici) da 5 crediti l'uno? Si sarebbero potuti accorpare i programmi di Automatica e Controlli, facendone un corso da 7 crediti e fare Tecnica da 8 crediti. E non è una questione puramente numerica, ma di ore di lezione e laboratorio dedicate a spiegare la materia in tutte le sue parti, e non dare una passata generale sperando che nel cervello dello studente rimanga qualcosa... Ho scelto questi esami a caso, ma gli esempi sono vari e quando avrò tempo scriverò un bel post su come la vedo io riguardo alla riorganizzazione dei corsi e delle modalità di esame.

Con ciò, cosa voglio dire? Ai pezzi grossi del Polimi, vorrei dire semplicemente: non prendeteci per i fondelli, non fate che le nostre menti si lacerino nel vano tentativo di congiungere due estremi opposti. Aprite gli occhi, guardate com'è ridotta la vostra facoltà, chiedetevi che ingegneri ne usciranno. Prendete coscienza del disagio e non copritevi gli occhi pensando che siano lagnanze di bambocci immaturi, le cose sono solo destinate a peggiorare!
A chi invece vuole iscriversi ad ingegneria aerospaziale, consiglio di espandere i propri orizzonti in cerca di alternative. Se proprio volete venire qui al Polimi e fare la facoltà di ingegneria industriale, vi consiglio meccanica o energetica, lì le cose sembrano funzionare lievemente meglio, il numero di esami è inferiore e i vincoli burocratici appaiano più leggeri. Poi fate quel che volete, ma non dite che non vi avevo avvertito!

Posted by Jeby 10:39 4 commenti